Bio-shopper e sporte, gli italiani le preferiscono alla plastica

Nonostante i costi gli italiani hanno accolto a braccia aperte sporte e shopper biodegradabili. La sensazione diffusa è di contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente

(Rinnovabili.it) – Gli italiani, tradizionalisti e solitamente poco avvezzi al cambiamento hanno accettato posivamente il passaggio dalla busta di plastica alla sporta in tessuto e alla shopper biodegradabile. 
A rivelarlo è la ricerca ISPO commissionata da Assobioplastiche che fotografa un’Italia che ha accolto positivamente l’entrata in vigore delle legge che dal 1° gennaio scorso vieta nei supermercati la vendita delle comuni buste di plastica per il trasporto della spesa.

Dai risultati dell’indagine emerge che il 93% degli italiani è a conoscenza della legge e oltre il 90% ne riconosce l’importanza a livello ambientale ritenendo spesso necessaria l’imposizione per ottenere un cambiamento radicale nelle abitudini di un popolo. Le preferite degli italiani? Le sporte, utilizzate dal 75% dei consumatori; rimane marginale l’uso dei sacchetti di carta, preferiti soprattutto dagli anziani, mentre il 54% degli intervistati utilizza i sacchetti biodegradabili che però, secondo il campione preso in esame, non dovrebbero essere pagati alla cassa anche se poi per l’ambiente si sono dichiarati disposti a spendere un pò di più rispetto al costo dei tradizionali shopper inquinanti.

Circa l‘83% degli intervistati si dichiara inoltre contrario al ritorno dei sacchetti di plastica, felici di poter contribuire quotidianamente al rispetto dell'ambiente.

“I risultati della ricerca condotta dall'ISPO sono la conferma che i cittadini italiani condividono pienamente il provvedimento adottato dal Parlamento – sottolinea il Presidente di Assobioplastiche, Marco Versari – se consideriamo i dati contenuti nell'ultimo rapporto Ispra sui rifiuti in Italia, appena pubblicato, abbiamo la conferma del valore di un provvedimento che mira a ridurre il fenomeno della contaminazione della frazione organica da avviare al compostaggio. Oggi si tratta di gran lunga della frazione più rilevante in termini di quantità di Rifiuti solidi urbani intercettata (3,7 milioni di tonnellate). Gli shopper in plastica, come sottolineato dal Cic (Consorzio Italiano Compostatori), rappresentano la principale fonte di contaminazione del compost e di costi aggiuntivi per separazione e smaltimento che ricadono sulle amministrazioni e gli enti gestori. Lo sviluppo delle bioplastiche oltre ad un importante contributo nel risolvere rilevanti problematiche ambientali, rappresenta anche un'opzione strategica per il rilancio di interi settori industriali fondamentali per il sistema Paese”.